{"id":364,"date":"2021-03-20T10:30:35","date_gmt":"2021-03-20T10:30:35","guid":{"rendered":"https:\/\/ilradiologo.org\/wp1\/?p=364"},"modified":"2021-03-20T10:30:38","modified_gmt":"2021-03-20T10:30:38","slug":"il-club-neuroradiologico-primavera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilradiologo.org\/wp1\/2021\/03\/20\/il-club-neuroradiologico-primavera\/","title":{"rendered":"Il Club Neuroradiologico Primavera"},"content":{"rendered":"\n<p>Recensione di Paola Cosmacini<\/p>\n\n\n\n<p>Come bene scrive Andrea Rossi nella <em>Presentazione<\/em> al volume di Giuseppe Scotti, \u00abricordare \u00e8 <em>ritornare al cuore<\/em>\u00bb. \u00c8 vero. Per noi oggi il cervello \u00e8 l\u2019organo principe, ma nelle nostre parole l\u2019organo totipotente \u00e8 ancora il cuore; la semantica lessicale della parola cuore \u2013 grazie anche alla lezione aristotelica \u2013 non ha dismesso i suoi \u00abpanni egizi\u00bb: anche oggi quando scriviamo \u00abmi ricordo\u00bb \u2013 cio\u00e9 riporto al cuore \u2013 non facciamo altro che eleggerlo a sede della nostra memoria, proprio come fu per gli Egizi.<\/p>\n\n\n\n<p>Scritta da Scotti nel primo <em>lockdown<\/em> quando \u00abassieme alle persone se ne andavano ampi pezzi di memoria\u00bb, la storia del Club Neuroradiologico Primavera di cui egli fu parte fu \u00abun\u2019avventura intellettuale fuori dalla norma\u00bb. E ben lo si comprende leggendo il corposo volume fatto di documenti, articoli, lettere, e da una galleria di varie immagini fotografiche: un vero <em>collage<\/em> di ricordi che, dunque, vanno dritti al cuore di chi legge.<\/p>\n\n\n\n<p>Il protagonista \u00e8 Giovanni Ruggiero (1922 &#8211; 2009), il neuroradiologo che nel 1969 fa inserire la propria disciplina, e cio\u00e8 la neuroradiologia, nel novero delle discipline della Nuova Legge Ospedaliera; per queste \u00e8 prevista la possibilit\u00e0 dell\u2019istituzione di reparti indipendenti e dunque \u00e8 un successo importantissimo: la \u201cpietra miliare\u201d sulla quale sar\u00e0 successivamente costruita tutta la neuroradiologia degli ospedali italiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni Ruggiero \u00e8 \u2013 come egli ama definirsi \u2013 un \u201cmedicoscrittore\u201d, un istrionico dottore, primario della neuroradiologia dell\u2019Ospedale Bellaria di Bologna, dove nel 1974 installa il primo TAC EMI italiano. Il secondo verr\u00e0 installato poco dopo da Salvolini ad Ancona. Seguiranno quelli dell\u2019Istituto Besta (Passerini), di Verona (Benati), e di Udine (Leonardi). Il TAC che sar\u00e0 installato ad Udine nel 1977 sar\u00e0 un Artronix, il primo sistema della terza generazione, con possibilit\u00e0 di sezioni sottili e di ricostruzioni multiplanari.<\/p>\n\n\n\n<p>Il TAC ospedaliero di Bologna era gestito da Ruggiero \u201cin doppio\u201d, cio\u00e8 con un altro tomografo ad uso \u201cprivato\u201d installato in una casa di cura. Nel 1975 Ruggiero paga il suo \u201cprorompente\u201d atteggiamento ed \u00e8 vittima di un sequestro: lasciato incatenato al cancello dell\u2019Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna gli \u00e8 intimato di rinunciare al suo strapotere medico-sanitario. Cos\u00ec non sar\u00e0. Nel 1975 verr\u00e0 eletto Presidente della European Society of Neuroradiology e successivamente ne verr\u00e0 nominato Presidente Onorario.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1990 accade ci\u00f2 che Pepe Scotti racconta in modo avvincente: l\u2019eccentrico Ruggiero matura l\u2019idea di dar vita a una associazione di neuroradiologi che chiama Club Neuroradiologico Primavera, sulla scia delle Primavere Radiologiche Bolognesi organizzate precedentemente. Le riunioni si terranno in luoghi ameni, pi\u00f9 spesso in montagna, e gli incontri, della durata di alcuni giornate, vedranno succedersi durante il giorno un certo numero di relazioni scientifiche, mentre le serate saranno allietate dallo stesso Ruggiero con testi in prosa e poesie di sua creazione. Nel libro Scotti bene rievoca la figura di Ruggiero, Cavaliere dell\u2019Ordine della Legione d\u2019onore, e fornisce un catalogo ricco di testimonianze di quella esperienza (1990-2010). Esperienza per\u00f2 elitaria: nel corso dei vent\u2019anni in cui si svolge questa \u201cavventura intellettuale\u201d il Club passer\u00e0 dagli iniziali 17 membri ai 54 dell\u2019ultimo incontro. Leggendo il libro si seguono relazioni umane e rapporti professionali, mentre si ripercorrono le riunioni del Club che \u2013 nei ricordi di Rossi \u2013 \u00abnon [era] un circolo chiuso, ma una fucina di talenti, una scuola di Neuroradiologia intesa come scuola di etica e di vita, che ha permeato e impollinato l\u2019intera Neuroradiologia italiana portandola a essere una delle pi\u00f9 grandi al mondo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea Falini ricorda: \u00abil Club Primavera per molti di noi ha rappresentato un momento fondamentale nel nostro percorso professionale ed umano. Io gli devo molto\u00bb. Scorrendo le pagine di questo libro multiforme, interessante e a tratti, anche, divertente, tutto ci\u00f2 si comprende molto bene. Il libro \u00e8 dunque un omaggio ai protagonisti di questa avventura che in modo originale hanno contribuito allo sviluppo della neuroradiologia. Ma non solo. \u00c8 un documento importante perch\u00e9 \u2013 come scrive Scotti \u2013 nel clima degli incontri del Club \u00ab\u00e8 progressivamente emersa, si \u00e8 evidenziata e identificata una vera e propria <em>classe dirigente<\/em> che pur nella diversit\u00e0 delle personalit\u00e0, delle sensibilit\u00e0, delle opinioni ha trovato una armonia di intenti che molto ha contribuito alla crescita professionale, scientifica e umana della neuroradiologia italiana\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In definitiva, si tratta di un libro che per alcuni \u2013 a principiare da chi fu coinvolto in tali esperienze \u2013 pu\u00f2 servire a <em>ricordare<\/em>, nella accezione etimologica da cui siamo partiti, mentre per i pi\u00f9 \u2013 meno coinvolti in codesti tipi di \u201cavventure\u201d (come chi scrive) \u2013 insegna a <em>rammentare<\/em>, e cio\u00e8 a riportare \u201csemplicemente\u201d alla <em>mente<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"jopOgcLM6e\"><a href=\"https:\/\/www.idelsongnocchi.com\/prodotto\/il-club-neuroradiologico-primavera\/\">Il Club Neuroradiologico Primavera<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;Il Club Neuroradiologico Primavera&#8221; &#8212; Edizioni Idelson Gnocchi\" src=\"https:\/\/www.idelsongnocchi.com\/prodotto\/il-club-neuroradiologico-primavera\/embed\/#?secret=jopOgcLM6e\" data-secret=\"jopOgcLM6e\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione di Paola Cosmacini Come bene scrive Andrea Rossi nella Presentazione al volume di Giuseppe Scotti, \u00abricordare \u00e8 ritornare al cuore\u00bb. \u00c8 vero. 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